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Solopittura


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Sono particolarmente interessato allo stucco a base di calce e vorrei sapere tutto il possibile su questo prodotto. Sono interessato non soltanto al prodotto così come oggi è venduto ma alla storia di questa lavorazione denominata in modi diversi nelle diverse aree geografiche. Il Forum americano "italianplaster" è molto interressante. Spero che anche questo Forum si sviluppi in quel modo. www.solopittura.it
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Filippo

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Buongiorno e benvenuto sul forum!
Parlando in generale, per stucchi a calce si intendono tutti quegli stucchi composti prevalentemente di grassello di calce o calce idrata e additivati con polveri di marmo (carbonato di calcio) e sostanze organiche.
A seconda della granulometria dell'inerte (polvere di marmo), essi tradizionalmente vengono divisi in tre categorie:
stucco a grassello (finitura lucida);
stucco marmorino (finitura satinata);
stucco travertino (finitura opaca e con graffiature puiù o meno profonde).
Negli anni, ciò che è cambiato maggiormente nella composizione degli stucchi a calce, è il tipo di leganti organici impiegati: mentre in passato si utilizzavano prevalentemente colla di pesce, colla di coniglio, latte cagliato (caseina) cera vergine, sapone, uova, olio di oliva e olio di lino, oggi si utilizzano resina acrilica e metilcellulosa.
Per il resto, le cariche ed i leganti minerali sono sostanzialmente sempre gli stessi. Quindi la parte predominante della formulazione, nel complesso, è rimasta pressoché la stessa.
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Solopittura


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Il problema è che molti dei committenti vogliono leggere le schede tecniche quindi quando sono presenti dei leganti chimici fanno un pò "la bocca storta" si dice dalle mie parti. Alcune case produttrici infatti si tengono al di sotto del 5% di leganti chimici previsto dalla legge per essere considarto comunque prodotto ecologico ma quello che sempre più viene richiesto è il prodotto per bio-architettura avvero con il 100% di prodotto naturale ed ecocompatibile.
www.solopittura.it
P.S. Ci sono corsi in programma per i prossimi mesi ?
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Filippo

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La questione è esattamente così. Al di sotto del 5% di legante organico complessivo il prodotto è classificato come minerale. Anche tra i prodotti del gruppo Regent all'interno degli stucchi a calce naturali vi è una minima percentuale di legante non minerale, la legge stabilisce un tetto proprio perché al di sotto di quella soglia il prodotto si comporta a tutti gli effetti con un minerale puro anche a livello di impatto ambientale. O meglio, la differenza è trascurabile. E' però vero che i committenti non sempre si accontentano di questa spiegazione, e un po' come avviene in altri settori (ad es. agricoltura biologica) c'è una grande rincorsa ai prodotti totalmente naturali. Noi siamo abbastanza certi che presto questa moda del 100% naturale andrà sparendo, e prevarrà il buon senso. Il fatto di avere un 2 o 3% di resina acrilica in uno stucco a calce, non ne cambia certo le caratteristiche, ma ne migliora sicuramente le prestazioni. Se dovessimo invece sbagliarci, e questa tendenza di nicchia diventasse un fenomeno di massa, potremmo allora valutare di inserire nella nostra attuale gamma un quarto livello, ovvero il completamente naturale. Parlo di quarto livello in quanto attualmente la nostra gamma degli stucchi va dal naturale (< 5% legante organico), al cosiddetto modificato (> 5% legante organico) e al sintetico (< 5% legante minerale). Generalmente, la gran parte degli stucchi a calce sul mercato internazionale, rimane nella seconda fascia, con percentuali di resina acrilica che spaziano da un 8 fino ad un 90%. Anche nel nostro caso, per dare un esempio, negli stucchi lucidi quello che fa più volumi di vendita è il modificato, seguito a ruota dal sintetico, e abbastanza staccato c'è il naturale.
Per quanto riguarda la domanda sulle date, pubblicherò a breve il calendario qui sul forum.
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Solopittura


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La risposta è molta precisa e circostanziata. E' strano che le Vostre vendite di stucco a calce naturale sia all'ultimo posto. Questo particolare prodotto in genere è richiesto proprio per le sue caratteristiche naturali al contrario di qualche anno fà quanto lo "stucco veneziano" era in pratica solo sintetico. Forse è il mercato estero che fa ancora riferimento al prodotto sintetico? Comunque aspetto le date dei corsi. Grazie a presto.
www.solopittura.it

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Filippo

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Solopittura said :
La risposta è molta precisa e circostanziata. E' strano che le Vostre vendite di stucco a calce naturale sia all'ultimo posto. Questo particolare prodotto in genere è richiesto proprio per le sue caratteristiche naturali al contrario di qualche anno fà quanto lo "stucco veneziano" era in pratica solo sintetico. Forse è il mercato estero che fa ancora riferimento al prodotto sintetico? Comunque aspetto le date dei corsi. Grazie a presto.
In realtà il mercato (e non parlo solo delle aziende del nostro gruppo) è fatto per la stragrande maggioranza da stucchi a base di calce ma addittivati di resina acrilica, in pratica quelli che nel post precedente descrivevo come "modificati". Questo principalmente perché c'è una forte richiesta di tinte forti e brillanti, che non si potrebbero ottenere con un prodotto minerale puro. Quindi è verissimo che oggi la richiesta va verso il prodotto naturale, ma nella grande confusione che c'è ancora tra gli addetti ai lavori, spesso alcuni di noi produttori "dimenticano" di indicare che la percentuale di legante organico è superiore al 5%.
Un discorso a parte va fatto per il nostro stucco sintetico, che essendo estremamente resistente e lavabile (può ad esempio essere applicato all'interno di un box doccia senza problemi), ha una sua nicchia di mercato in applicazioni dove un prodotto a calce non sarebbe idoneo.
Per il discorso estero, varia molto a seconda delle zone. Negli Stati Uniti ad esempio c'è molta attenzione verso i prodotti naturali ed ecocompatibili, in altre aree, come in Medio Oriente, c'è molta meno sensibilità a riguardo.
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Solopittura


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Personalmente conosco molto bene uno stucco a base di base di calce con il 3% di legante chimico, che mi si dice adatto anche per l'interno doccia (non ho alcuna esperienza in merito). Questo prodotto per gli interni doccia però, deve essere cerato si perde così totalmente la traspirabilità ma si utilizza un prodotto quasi interamente naturale.
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Filippo

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In effetti stiamo parlando di due cose diverse: un prodotto a base calce con solo il 3% di legante organico, difficlmente potrebbe resistere in una doccia così com'è. Quello che è resistente è il protettivo che gli viene messo sopra. Nell'esempio che riportavo, parlavo di un prodotto che è di per sé resistente, senza bisogno di essere protetto. Non si tratta però di un prodotto minerale, ma di uno stucco interamente acrilico che è sì traspirante, ma mai quanto una calce.
Tradizionalmente, in alcune aree (basti pensare al famoso Tadelakt Marocchino) si utilizzavano stucchi completamente minerali anche per rivestire l'interno di vasche, ma venivano protetti con dei saponi applicati a caldo che andavano peiodicamente ripristinati.
Al giorno d'oggi, anche per le applicazioni in esterno, dato il tipo di materiali utilizzati in edilizia è sempre più difficile trovare un'idonea collocazione per prodotti alla calce. Perché avvenga una buona carbonatazione, il supporto deve essere molto traspirante, per garantire lo scambio gassoso necessario alla reazione. E' ovvio che una calce non potrebbe mai carbonatare sufficientemente su una superficie in calcestruzzo, ad esempio. Perciò noi in genere, a meno che non si tratti di restauro o di bioarchitettura fatta come si deve, per le applicazioni in esterno o comunque in ambienti esposti ad elevata umidità consigliamo di rivolgersi a prodotti sintetici. Anche perché l'applicare un prodotto minerale, per poi andarlo a sigillare con un protettivo di diversa natura, è comunque, a nostro avviso, un compromesso che fa perdere le caratteristiche del prodotto originale.
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Solopittura


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Si certo anch'io sconsiglio sempre l'applicazione del protettivo. Per gli ambienti ad elevata umidità (escluse le docce o simili) sono più propenso ai prodotti traspiranti. Ad esempio dove c'è umidità di risalita non metterrei un prodotto poco traspirante ma uno altamente traspirante, che può essere uno stucco a calce (senza protettivo) oppure ad esempio una pittura ai silicati.
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Filippo

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Questo discorso è giustissimo: se l'umidità viene dall'interno del muro, la si deve lasciare sfogare, quindi il prodotto deve necessariamente essere il più possibile traspirante. Se l'umidità viene invece esclusivamente dall'ambiente, come in un bagno, una superficie completamente impermeabile risolve bene il problema.
Il problema, o meglio, uno dei problemi dell'umidità di risalita, è che può succedere che l'acqua disciolga dei sali nel muro e li riporti con sé in superficie. Per questo, anche se è un procedimento complesso e costoso, converrebbe cercare (quando possibile) di risolvere l'inconveniente alla radice. Sbagliato invece sarebbe cercare di contenere il fenomeno utilizzando un prodotto impermeabile: non si farebbe altro che spostare il problema, visto che l'acqua troverebbe comunque uno sfogo altrove o addirittura provocherebbe il distacco dello strato impermeabile. Sembra, ed è, un concetto molto semplice, tuttavia spesso vengono fatte applicazioni sbagliate con conseguenze a volte disastrose.
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